Profumi e Vini: parallelismi tra i due mondi

Autore: Redazione Data: 7 Giugno '23 Categoria: Mondo Profumo

Sono diversi i fattori che rendono innegabile il parallelismo tra profumeria ed enologia. In entrambi i mondi è l’olfatto a essere al centro dell’attenzione e ad aprirci un universo di aromi intricati e delizie sensoriali. È attraverso la nostra esperienza olfattiva che intraprendiamo un viaggio di scoperta, dove profumi e vini si intrecciano, creando una sinfonia inebriante per i nostri sensi.

Lo stesso lavoro di un naso profumiere e quello di un sommelier presentano notevoli analogie. L’arte della profumeria consiste nell’abile maestria di creare fragranze accattivanti. Un naso mescola meticolosamente diverse note profumate, proprio come un sommelier seleziona e combina con cura diverse varietà di uva per produrre vini eccezionali. Entrambe le professioni richiedono una profonda conoscenza delle materie prime e uno spiccato senso di creatività. La tavolozza del profumiere, ad esempio, è composta da oli essenziali, assoluti e composti aromatici sintetici, mentre l’arsenale del sommelier comprende uve, botti e una vasta gamma di tecniche di vinificazione.

Allo stesso modo, il processo di valutazione dei profumi e dei vini segue un approccio strutturato. I profumieri e i sommelier si affidano ai loro sensi acuti per discernere la complessità delle loro creazioni. Utilizzano una combinazione di memoria, intuizione e conoscenze tecniche per identificare i singoli componenti della miscela. I profumieri distinguono tra note di testa, di cuore e di fondo, così come i sommelier identificano gli aromi primari, secondari e terziari in un bicchiere di vino. Entrambi i professionisti possiedono una capacità impareggiabile di svelare gli strati di profumi o sapori, rivelando sfumature nascoste che altri potrebbero trascurare.

La memoria olfattiva nell’enologia

Le molecole odorose del vino, presenti in quantità sufficiente per essere percepite, attraversano le narici fino ad arrivare all’epitelio olfattivo, che si attiva, inviando al cervello lo stimolo legato alla percezione sensoriale.

A questo punto, il cervello cercherà nel database della memoria olfattiva l’immagine associata a quell’odore, come ciliegia, prugna, cannella, ecc. Se non trova un’immagine corrispondente, non siamo in grado di dare un nome al profumo che percepiamo, ma questo non significa necessariamente che non lo abbiamo percepito, semplicemente che non lo abbiamo riconosciuto. Infatti, se non abbiamo conoscenza di un particolare odore, cioè se non è presente nella nostra memoria olfattiva, sarà impossibile riconoscerlo all’interno del bicchiere e verrà confuso con altri o scambiato per qualcosa di simile.

Ma come mai una persona è in grado di riconoscere più profumi nel vino rispetto a un’altra? Innanzitutto, per trovare qualcosa è essenziale sapere cosa si sta cercando. Se cerco profumi di fiori bianchi in un vino rosso, difficilmente li troverò.
In secondo luogo, la capacità di percezione sensoriale varia da persona a persona, anche in funzione dell’età. Una persona anziana avrà una minore capacità ricettiva, ma avrà comunque un database di profumi molto più ampio. Per mettere insieme questo database, l’unico modo è, quindi, quello di allenare la nostra memoria olfattiva, cercando di memorizzare i profumi presenti in natura per poi saperli riconoscere nel vino che stiamo degustando. Proprio come succede quando odoriamo una fragranza.

Olfatto e gusto: una fusione armoniosa

L’arte di abbinare profumi e vini offre un’affascinante esplorazione dell’interazione tra olfatto e gusto. Quando assaggiamo un bicchiere di vino, spesso coinvolgiamo inconsciamente il nostro senso dell’olfatto, poiché gli aromi si diffondono dal bicchiere e influenzano la nostra percezione del sapore. Questa connessione non è casuale: sia il sistema olfattivo che quello gustativo condividono intricati percorsi neurali che si intrecciano. Il connubio tra i due sensi crea un’esperienza multisensoriale, migliorandone il piacere complessivo.

Nel mondo della profumeria, famiglie di fragranze come quelle floreali, agrumate, legnose o orientali evocano emozioni e associazioni specifiche. Allo stesso modo, i vini possiedono profili aromatici distinti, che vanno dal fruttato e dal floreale al terroso e allo speziato. Il parallelismo tra queste famiglie di aromi e i descrittori dei vini ci permette di fare paragoni e di creare un linguaggio comune di apprezzamento. Così come possiamo descrivere un vino con sentori di more, cuoio o vaniglia, possiamo associare questi sentori a specifiche note di profumo, facilitando la comprensione e l’esplorazione di entrambi i regni.

Inoltre, importante è anche il concetto di terroir, spesso attribuito al vino, che trova risonanza anche nel mondo della profumeria. Il terroir racchiude le caratteristiche uniche di una specifica area geografica, tra cui la composizione del suolo, il clima e le tradizioni enologiche. Allo stesso modo, i profumieri cercano materie prime provenienti da regioni specifiche, riconoscendo che la stessa specie botanica può produrre profumi diversi a seconda del terroir. Che si tratti dell’aroma della lavanda della Provenza o del profumo inebriante del gelsomino di Grasse, l’influenza del terroir aggiunge profondità e complessità sia ai vini che ai profumi.

Esplorare il legame tra profumo e vino non solo migliora la nostra comprensione della maestria artigianale che sta dietro a ciascuna forma d’arte ma ci invita anche ad approfondire l’affascinante regno della nostra esperienza olfattiva. Che ci si trovi coinvolti dalle note delicate di un profumo o che si assapori il complesso sapore di un vino pregiato, la connessione di questi due mondi ci ricorda il potere dei nostri sensi di trasportarci in luoghi straordinari e di evocare emozioni profonde. Quindi, alziamo un calice e inspiriamo profondamente, abbracciando l’armoniosa danza di profumo e gusto, per un viaggio che promette scoperte e piacere sensoriale infinito.

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