L’ascesa del marketing sensoriale

Autore: Redazione Data: 15 Febbraio '23 Categoria: Marketing & Comunicazione
“Niente è nell’intelletto, che prima non sia stato nei sensi”
Aristotele

Marketing sensoriale e branding olfattivo

Da sempre il marketing si occupa di entrare in contatto con i clienti, creando un’esperienza che lasci un’impronta indelebile. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a uno spostamento verso un approccio del tutto nuovo.

Una volta, in pubblicità, l’enfasi veniva posta esclusivamente su richiami visivi e uditivi per attirare i clienti. I pubblicitari utilizzavano immagini appariscenti e jingle accattivanti per vendere i loro prodotti, poi ci si è accorti che mancava qualcosa.

All’inizio degli anni 2000 è quindi emersa una nuova tendenza nel mondo del marketing, chiamata marketing sensoriale, una tecnica che mira a coinvolgere il cliente in modo più profondo, sfruttando il potere di tutti e cinque i sensi per creare un’esperienza memorabile ed emozionale.

In seguito, si iniziò ad esplorare il mondo connesso al senso dell’olfatto e venne fuori che questo era particolarmente potente, in quanto fortemente connesso al sistema limbico (il nostro cervello emozionale, n.d.r.), e in grado, perciò, di evocare ricordi ed emozioni forti. L’olfatto era rimasto inesplorato e gli esperti si resero conto che poteva trattarsi di un’enorme opportunità. Da qui la nascita di quello che oggi conosciamo come branding olfattivo.

Il marketing sensoriale come connessione emotiva

Il marketing sensoriale è una tecnica che ha preso sempre più piede nei più diversi settori, a partire da quello del Lusso. Questo perché le forme tradizionali di marketing, come la pubblicità e le promozioni sui canali social, stanno diventando meno efficaci in un mondo in cui i consumatori vengono bombardati da una quantità schiacciante di messaggi. Facendo appello alle emozioni e ai ricordi, invece, i marchi possono creare un legame più profondo e significativo con le persone, stabilendo una vera e propria connessione emotiva. L’obiettivo del marketing sensoriale è quello di influire sulle scelte dell’acquirente, evocando sensazioni e associazioni che vadano ad influenzare le sue decisioni di acquisto. A differenza della pubblicità standard, la vendita attraverso la stimolazione sensoriale mira, infatti, a sondare la parte subconscia del cervello. In questo modo, i brand sono sicuri di lasciare un’impressione più incisiva nelle persone.

Basta pensare che, come consumatori, ci piace credere di essere autonomi nella scelta degli acquisti che facciamo, ma ciò non potrebbe essere più lontano dalla verità. Siamo molto meno razionali di quanto pensiamo, e i nostri acquisti sono per la – quasi – totalità decisioni subconscie.

Utilizzando diversi spunti sensoriali, come vista, suono, profumo, consistenza e sapore, le aziende possono quindi creare esperienze assolute e distinte, che influenzano le nostre azioni successive nei loro confronti e, soprattutto, rimangono impresse nella nostra mente e nella nostra memoria, portandoci, di conseguenza, a instaurare un forte legame con quello specifico brand.

L’olfatto al servizio del marketing

Molti marchi internazionali di una certa rilevanza offrono oggi esperienze che utilizzano la forma di marketing sensoriale che ha guadagnato più popolarità negli ultimi anni: il branding olfattivo.

Secondo uno studio sul neuromarketing condotto dalla Rockefeller University, la nostra capacità di ricordare le esperienze sensoriali è pari all’1% per quanto riguarda il tatto, 2% per l’udito, 5% per la vista, 15% per il gusto e ben il 35% per l’olfatto.

Il senso olfattivo, come già detto, ha potenti effetti sulla memoria, sugli stati mentali, sull’umore, sui sogni, sulle emozioni e persino sulle percezioni e sul comportamento dei consumatori.

L’utilizzo di profumi per creare un’identità distintiva del marchio, che ne rifletta accuratamente i valori e che sia attraente per il pubblico di riferimento, sta diventando sempre più popolare come mezzo per creare un’esperienza sensoriale indelebile e significativa. Inoltre, ogni fragranza è unica e difficilmente imitabile, quindi offre un ulteriore vantaggio competitivo alle aziende che utilizzano questa tecnica in modo efficace.

Un esempio di marchio che utilizza con successo il marketing olfattivo è Rolls Royce. Ogni volta che un cliente porta la propria auto in una concessionaria, l’interno viene profumato con fragranze di legno e pelle che vanno a conferire un odore di “nuovo”. Questo evoca nel proprietario ricordi di quando ha acquistato l’automobile, andando a stimolare in lui quel legame “affettivo” instaurato con il marchio.

Oggi questa forma di marketing, così come il branding olfattivo, sono parte integrante delle strategie di molti. Le aziende comprendono finalmente il potere di coinvolgere tutti i sensi dei clienti e lo utilizzano per generare delle esperienze che suscitano la probabilità di ritorno e un’ulteriore fidelizzazione.

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