Fragrance Pairing: l’incontro tra profumeria e mixology

Autore: Redazione Data: 24 Marzo '23 Categoria: Mondo Profumo

Da secoli l’uomo è affascinato dall’interazione tra gusto e olfatto, che giocano entrambi un ruolo cruciale nell’esperienza di cibi e bevande. Negli ultimi anni, nel mondo della mixologia è cresciuta la tendenza a incorporare la profumeria nella preparazione dei cocktail, per creare profili di sapori unici e innovativi così da stuzzicare i sensi.

La mixology, l’arte di creare cocktail, appunto, ha infatti molte affinità con il mondo della profumeria. Entrambe richiedono una profonda comprensione dei vari elementi che compongono un’esperienza sensoriale complessa ed entrambe si basano su un delicato equilibrio di ingredienti per creare un prodotto finale coeso e armonioso. Unendo queste due discipline, i profumieri e i mixologist (bartender specializzati nel trovare l’alchimia perfetta tra i componenti di un cocktail, ndr.) sono in grado di realizzare nuove ed entusiasmanti combinazioni di sapori, e odori, che elevano l’esperienza del bere, portandola a un livello completamente nuovo.
Uno degli aspetti chiave dell’abbinamento dei profumi nella mixology è l’uso di oli essenziali, acque floreali e sostanze botaniche, che si trovano comunemente sia nei profumi che nelle bevande. Selezionando e miscelando con cura questi ingredienti, i mixologist stanno ideando sempre più cocktail ispirati ai profumi più o meno noti, dando origine a una tendenza conosciuta oggi come “fragrance mixology“.

Un esempio notevole viene dal famoso marchio di gin Bombay Sapphire. In collaborazione con la rinomata profumiera Lizzie Ostrom, sensory specialist di Odette Toilette, sono stati creati una serie di cocktail ispirati alle caratteristiche botaniche del marchio, che includono ginepro, scorza di limone, coriandolo e radice di giaggiolo. Incorporando queste botaniche, in modi del tutto nuovi, Bombay Sapphire è stata in grado di dare vita a un’esperienza di consumo che ha messo in risalto gli intricati profili aromatici del suo gin. Sempre la Ostrom ha contribuito alla realizzazione della gamma Olfactor-y Gin, che vuole evocare differenti sensazioni grazie ai profumi e ai sapori.
Un altro esempio di abbinamento di fragranze nella mixologia proviene dal mondo della gastronomia molecolare, dove chef e mixologist utilizzano tecniche scientifiche per creare esperienze culinarie innovative. Una di queste è l’uso di una sfera di vapore, creata con l’affumicatore, in cui vengono nebulizzate piccole quantità di oli essenziali o fragranze. Quando questa “nuvola di profumo” viene fatta scoppiare, le molecole vanno ad aromatizzare il drink, esaltandone il gusto e provocando una sensazione più coinvolgente in chi lo beve. In più, gli chef utilizzano la loro conoscenza della chimica dei profumi per comporre piatti che non sono solo visivamente attraenti, ma hanno anche un profilo aromatico particolare, usando le fragranze per aggiungere profondità e complessità alle loro portate. Un tocco magico, come dice lo chef italiano Giancarlo Perbelini, per creare una vera e propria esperienza multisensoriale.

Anche gli stessi profumieri stanno iniziando a esplorare il mondo della mixologia, utilizzando la loro esperienza nella creazione di fragranze per portare innovazione anche a livello gustativo. 

Un esempio è il Castalia, cocktail bar con sede a Detroit, dove i proprietari Kevin Peterson e Jane Larson usano il loro background in profumeria come lente unica con cui sviluppare i loro signature cocktails. Dopo aver avviato la linea di profumi Sfumato Fragrances, ognuno dei drink e delle bevande analcoliche presenti nel menu del locale è stato accuratamente abbinato a una delle otto fragranze ideate, al fine di mostrare l’armonia tra sapore e profumo. In questo caso il profumo viene spruzzato direttamente sul drink, o sulle superfici del bicchiere, prima di servirlo o prima di completare la preparazione del cocktail.

In questo modo i bartender sono in grado di dare alla bevanda sapori che stimolano sia le papille gustative sia il senso olfattivo, rendendo il tutto memorabile.

“Quando abbino un cocktail a un profumo, voglio che l’impressione sensoriale del drink e della fragranza si sovrappongano”, spiega Peterson. “I clienti sono spesso sorpresi da quanto l’abbinamento con la fragranza cambi l’esperienza del cocktail. – Dico alle persone di provare un sorso del drink senza il profumo, poi di berne un altro dopo averlo applicato. Quando viene sorseggiato in questo modo, il cocktail viene percepito in modo totalmente diverso, cambiando l’esperienza dell’intera degustazione. Il profumo spinge il drink in un ambito gustativo nuovo, evidenziandone note di sapore diverse e facendo emergere sfumature che non sono altrimenti evidenti senza la fragranza”.

A Roma, invece, Lisa Bertoni, fragrance trainer di Campomarzio70, punto di riferimento per gli appassionati della profumeria artistica e di ricerca, in collaborazione con il Bar Manager dell’Hotel Eden, Gabriele Rizzi, ha dato vita a un’originale esperienza sensoriale con protagonisti gusto e olfatto, attraverso uno stimolante percorso a base di cocktail ispirati proprio a una selezione di fragranze esclusive dell’azienda romana.
C’è anche chi invece, al contrario, si serve della mixology per catturare l’essenza di un determinato cocktail da cui partire per sviluppare un profumo del tutto innovativo. È il caso del profumiere Christophe Laudamiel, che ha realizzato una linea esclusiva di fragranze ispirate proprio ad alcuni drink classici, come l’Old Fashioned e il Martini.

La chiave di lettura di queste tecniche sta nell’influenza che l’olfatto ha sul gusto. Da sola, la lingua può infatti percepire solo cinque sapori: dolce, amaro, acido, salato e umami. Ma se combinato con l’olfatto, il cervello è in grado di decifrare i sapori più nascosti e più differenziati di cibi e bevande. Gli ingredienti vengono apprezzati sia dai sensi olfattivi che dalle papille gustative, ed è quindi l’odore ad amplificare il sapore.

Per concludere, con la continua crescita del trend della fragrance mixology, possiamo aspettarci di vedere in futuro sempre più combinazioni creative e innovative di profumi e cocktail. La profumeria, infatti, continuerà a svolgere un ruolo importante anche in altri settori, come quello enologico, alimentare e cosmetico, andando a migliorare sempre più l’esperienza complessiva dei consumatori.

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